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Nuovo decreto revisioni: cambiano le verifiche

E’ stato recentemente pubblicato un nuovo decreto che andrà a modificare le verifiche sulle attrezzature dei centri revisione; riportiamo di seguito l’articolo pubblicato da Autopromotec, in data 31.03.2025,  che spiega nel dettaglio tutte le novità.


LE REVISIONI PER I CENTRI REVISIONE

Un piccolo terremoto sta avvenendo nel mondo delle revisioni, generato da un decreto dal titolo poco poetico: “verifiche della conformità metrologica sulle attrezzature tecniche per la revisione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi dei centri di controllo”.
Per introdurre il tema in poche parole, con questo decreto viene regolamentato l’obbligo di revisionare periodicamente tutte le attrezzature utilizzate per effettuare le revisioni periodiche dei veicoli a motore.

Chi è già del settore si potrebbe chiedere dove sia la novità e quale sia il terremoto: già oggi le strumentazioni in uso presso i centri di revisione devono essere periodicamente verificate, perché la normativa vuole che solo le strumentazioni che mantengono i loro requisiti metrologici nel tempo possono essere usate per valutare se un veicolo passi o meno la revisione periodica obbligatoria.

La grossa novità è che queste attività di verifica, in gergo “verifica della conformità metrologica”, verranno collegate e sottoposte agli standard internazionali di conformità metrologica, ISO 17020 ed ISO 17025, che sono applicati da anni in molti settori e che per colleghi di altri paesi europei sono ormai la normalità.
Il terremoto di cui parlavamo ad inizio articolo coinvolgerà, infatti, la filiera che si occupa dell’attività di verifica degli strumenti. Per loro, questo nuovo regolamento comporta modifiche importanti nel modus operandi e nuovi obblighi da rispettare.

Secondo il nuovo decreto infatti, potranno eseguire la verifica degli strumenti, sia di pre-esercizio, sia periodica, solo quei soggetti che otterranno l’accreditamento per almeno una delle normative ISO sopra menzionate, da ottenere presso ACCREDIA, l’ente italiano di accreditamento.
Non parliamo però di un mero passaggio documentale aggiuntivo, ma di riuscire a dimostrare la terzietà, ovvero il non coinvolgimento rispetto alle attività produttive e commerciali legate agli strumenti.

Se con le normative finora vigenti è normale che le verifiche periodiche degli strumenti impiegati nelle revisioni siano effettuate dalle stesse società che si occupano anche della loro commercializzazione, installazione e riparazione, con il nuovo decreto si impone il principio di terzietà, per cui tali società non potranno più fare contemporaneamente sia le verifiche metrologiche, sia le attività commerciali e di riparazione.

Questo cambiamento non è frutto di una decisione repentina, anzi, è il parto di molte discussioni e consultazioni, con un processo decisionale durato a lungo; addirittura ci sono stati incontri sul tema nel lontano 2013, proprio per il forte impatto che il principio di terzietà, se applicato rigorosamente, avrebbe sulla filiera esistente delle verifiche periodiche nelle revisioni, portando la maggioranza degli autorizzati attuali, se non tutti, a non avere i requisiti per proseguire.

A riconoscimento della complicata situazione attuale, il decreto addolcisce la pillola per la filiera, dando la possibilità anche a chi rispetta i requisiti di terzietà di “tipo C”, il meno rigoroso, di ottenere l’accreditamento.
Tali requisiti di tipo C, infatti, permettono ad una società coinvolta nella produzione, commercializzazione o riparazione di strumenti, di fare anche attività di verifica, purché queste attività di verifica siano terze rispetto alle attività commerciali o purché sia possibile dimostrare che tale coinvolgimento non comprometta i risultati della verifica metrologica.
Viene quindi lasciata aperta una porta a quelle aziende che riusciranno a ristrutturarsi in maniera tale da poter separare l’attività di verifica da quella commerciale, per esempio con personale dedicato solo alle verifiche.

Un’altra novità di questo decreto è l’introduzione della “verifica di pre-esercizio”, una nuova verifica metrologica che non esisteva in precedenza, da effettuare obbligatoriamente su tutti i nuovi strumenti.
Essa deve essere effettuata prima della messa in esercizio dello strumento ed è nelle intenzioni dell’amministrazione una sorta di “battesimo metrologico”, a partire dal quale lo strumento inizia la sua vita lavorativa, verifica dopo verifica, fino al giorno in cui verrà rimosso dal centro revisioni per obsolescenza, per incapacità di rispettare i requisiti metrologici o per una rottura irreparabile.

Dal punto di vista dei centri revisione, questo “battesimo” della verifica di pre-esercizio sarà il cambiamento più palese, poiché è un passaggio metrologico aggiuntivo da svolgere là dove lo strumento andrà ad operare, quindi trattasi di un nuovo requisito, con un suo costo e senza il quale lo strumento non può essere utilizzato.

Con queste due importanti novità, resta da vedere se questo nuovo decreto porterà alla nascita di realtà specializzate nella verifica metrologica degli strumenti, completamente terze, oppure se gli attori attuali riusciranno a mantenere l’attività di verifica metrologica.
Il decreto prevede un periodo transitorio di 24 mesi entro il quale chi è interessato può acquisire l’accreditamento Accredia necessario per continuare ad operare in continuità; due anni possono sembrare tanti, ma non è detto che le tempistiche di accreditamento siano brevi, soprattutto se saranno molti gli attori a fare domanda contemporaneamente.

Sicuramente, sia la nuova verifica di pre-esercizio, sia l’obbligatorietà per chi effettua le verifiche metrologiche, di dover ottenere, e poi mantenere, un accreditamento concentrato sulla loro terzietà ed indipendenza, saranno un importante elemento per rafforzare negli automobilisti italiani la fiducia nel sistema delle revisioni.

Con un parco circolante che continua ad invecchiare, è importante poter contare sul corretto funzionamento degli strumenti usati per valutare se i veicoli che circolano sulle nostre strade lo stiano facendo in condizioni di sicurezza.

Fonte: Autopromotec

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